Cos’è
I filler sono sostanze iniettabili che ripristinano volumi dove il tempo li ha tolti. Nella quasi totalità dei casi si usa acido ialuronico, una molecola che il corpo già produce e che, con gli anni, diminuisce.
Il principio è semplice: dove manca sostegno, il viso “cede”. Ripristinare quel volume restituisce struttura — non gonfia.
“Filler” significa letteralmente riempimento. È una parola che però invecchia male: il filler moderno non riempie una ruga, ricostruisce un’impalcatura. È la differenza tra stuccare un muro e rinforzare le fondamenta.
Differenza chiave con il botulino: il botulino rilassa un muscolo, il filler aggiunge volume. Sono due cose diverse e spesso si usano insieme. Vedi filler vs botulino.
Tipi di filler
Non tutti i filler sono uguali, e la scelta del prodotto conta quanto la tecnica. Le famiglie sono poche, ma le differenze contano.
- Acido ialuronico — è la gran parte del lavoro. Riassorbibile, modellabile e soprattutto reversibile: in caso di necessità si scioglie con l’ialuronidasi. Esistono decine di prodotti diversi — più o meno densi, più o meno reticolati — e si scelgono in base alla zona: il prodotto per le labbra non va bene per lo zigomo.
- Biostimolanti — idrossiapatite di calcio, acido polilattico. Non riempiono: stimolano il collagene. Il risultato arriva in 2-3 mesi e dura più a lungo. Si usano per ridare tono a un viso che ha perso sostegno, non per correggere un singolo solco.
- Collagene — oggi poco usato e con necessità di test preliminari. È un’opzione di nicchia, non la prima scelta.
- Permanenti (silicone, PMMA) — no. Non si possono rimuovere né correggere, e con gli anni il viso cambia mentre il filler no. Il rischio non vale il vantaggio: in studio non si usano.
La regola è semplice: se un prodotto non si può togliere, non è un prodotto sicuro. È solo un prodotto definitivo.
A chi serve
Il filler serve dove c’è una perdita di volume, non dove c’è una ruga. Le zone più frequenti:
- Zigomi che si sono appiattiti.
- Solchi naso-labiali (le pieghe tra naso e bocca) diventati profondi.
- Mento e mandibola che hanno perso definizione.
- Tempie che si sono scavate.
- Labbra che si sono assottigliate → filler labbra.
- Contorno occhi — il solco lacrimale, quando c’è una vera depressione e non solo una macchia scura → biofiller solco lacrimale.
- Angoli della bocca, le cosiddette “rughe della marionetta”.
- Naso, per piccole imperfezioni del profilo → rinofiller.
- Cicatrici da acne o da interventi, quando sono depresse.
A chi serve meno: chi ha un viso ancora pieno e vuole “prevenire”. Riempire un viso che non ha perso volume è il modo più rapido per farlo sembrare finto.
Come si fa
Si valuta il viso nel suo insieme — non la singola ruga. Poi si decide dove, quanto e in che ordine. Il filler è l’ultimo passaggio di un ragionamento, non il primo.
L’acido ialuronico è riassorbibile: non è permanente. Questo è un vantaggio, non un limite: significa che si può correggere, e che esiste un antidoto — l’ialuronidasi — in caso di necessità.
In concreto:
- Anestesia. Crema anestetica 20-30 minuti prima. Sulle labbra, dove la sensibilità è alta, si aggiunge un’anestesia locale tronculare.
- Strumento. Ago sottilissimo oppure cannula. La cannula riduce molto lividi ed ecchimosi, ed è la scelta preferibile su zigomi, guance e solchi. Sulle labbra si usa di norma l’ago.
- Piano di iniezione. Il prodotto va dove serve: nel derma profondo o nel sottocute. Sbagliare piano significa gonfiore inutile o risultato invisibile.
- Quantità. In genere 1-2 ml per seduta sul viso. È poco, ed è voluto: si può sempre aggiungere, non togliere.
- Durata. 20-40 minuti, a seconda delle zone. Si esce da soli, si guida.
Il risultato è immediato, ma quello che si vede subito non è il risultato finale: è il risultato più il gonfiore.
Prima: la preparazione
Non serve molto, ma quello che serve serve davvero. Nei 5-7 giorni precedenti:
- Sospendi ciò che fluidifica il sangue — aspirina, antinfiammatori da banco, e gli integratori che hanno lo stesso effetto (omega-3 ad alte dosi, ginkgo, ginseng, vitamina E). Se prendi un anticoagulante su prescrizione non sospenderlo da solo: parlane prima con chi te l’ha prescritto.
- Evita l’alcol nelle 24-48 ore prima: aumenta lividi e gonfiore.
- Se hai l’herpes labiale recidivante, avvisa: si inizia la profilassi antivirale 2-3 giorni prima.
- Non programmare il filler il giorno di un evento. Non perché sia pericoloso, ma perché il gonfiore c’è: serve almeno una settimana di margine.
- Vieni struccata e senza crema idratante: la pelle va disinfettata.
- In gravidanza e allattamento non si fa. Non per un rischio dimostrato, ma perché non esistono studi — e in medicina, quando non sai, non fai.
Dopo: cosa fare e cosa evitare
Si esce dallo studio da soli e si guida. Nelle prime 48 ore:
- Sì: impacchi freddi (non ghiaccio diretto), dormire con la testa un po’ sollevata, bere normalmente, vita normale.
- No: palestra, sauna, bagno turco, solarium, docce bollenti, massaggi sul viso, alcol. Tutto ciò che aumenta il flusso sanguigno aumenta lividi e gonfiore.
- No: trucco sulla zona nelle prime 12-24 ore; dopo sì, con delicatezza.
- No: voli lunghi, se puoi rimandarli.
Gonfiore e piccoli lividi per 2-5 giorni sono normali. Il risultato finale si valuta a due settimane, quando il gonfiore è scomparso: è in quel momento che si decide se serve un ritocco.
Quanto dura
Da 6 a 18 mesi. Dipende da tre cose: la zona, il prodotto e il metabolismo di chi lo riceve. Come regola generale, più la zona si muove, meno dura.
- Labbra: 6-9 mesi (zona molto mobile).
- Solchi naso-labiali: 8-12 mesi.
- Zigomi e tempie: 12-18 mesi (zona statica).
- Biostimolanti: effetto in 2-3 mesi, risultato fino a 18 mesi.
Contano anche le abitudini: fumo, stress, esposizione al sole e attività fisica intensa accelerano il riassorbimento. E contano le mani di chi inietta: un prodotto messo nel piano giusto dura più a lungo di uno messo nel piano sbagliato.
Rischi ed effetti collaterali
I filler sono dispositivi medici, non cosmetici. I rischi reali esistono e vanno detti.
Normali, nei primi giorni: rossore, gonfiore, piccoli lividi, piccoli ematomi, noduli percepibili al tatto che si attenuano. Si risolvono da soli in pochi giorni.
Meno comuni: iperpigmentazione dell’area trattata, noduli persistenti, riattivazione dell’herpes, granulomi.
Rari ma seri: complicanze vascolari — se il prodotto finisce in un vaso, la pelle non riceve più sangue. Sono evenienze rare, ma vanno sapute gestire: richiedono un medico che riconosca il problema subito e abbia in studio l’ialuronidasi e il protocollo per usarla.
Per questo i filler vanno fatti da un medico, in uno studio attrezzato, con prodotti tracciati e con un’anamnesi fatta prima. Diffida di chi te li propone in un centro estetico: non è una questione di prezzo, è di legge e di sicurezza.
Controindicazioni
Non si fa filler in presenza di:
- Infezioni o infiammazioni nella zona da trattare o nelle immediate vicinanze (anche un herpes in fase attiva).
- Malattie autoimmuni in fase attiva, e in particolare collagenopatie.
- Disturbi della coagulazione o terapie anticoagulanti non gestite.
- Gravidanza e allattamento.
- Allergia nota al prodotto.
In tutti questi casi la valutazione non è un formalismo: è il momento in cui si decide se e come procedere. E a volte la risposta giusta è non fare.
Cosa NON può fare
- Non sostituisce la chirurgia. Su un rilassamento importante i filler da soli non bastano: senza un lifting, riempire aggiunge peso dove già non c’è sostegno.
- Non è permanente. E non deve esserlo.
- Non migliora la qualità della pelle. Per quella serve la biorivitalizzazione o il BioPeel.
- Non cancella le rughe di espressione. Quelle le muove il muscolo: è il territorio del botulino.
- Non va fatto “a caso” per zone. Un viso è un sistema: è il principio della riarmonizzazione.
Domande frequenti
Si vede subito? Sì, ma il risultato definitivo è a 2 settimane. Fa male? Con l’anestetico è sopportabile; le labbra sono la zona più sensibile. Si può sciogliere? Sì, con l’ialuronidasi — solo per l’acido ialuronico, non per gli altri. Quanto costa? Dipende da prodotto e quantità: si decide dopo la valutazione, non prima. Ogni quanto si rifà? Quando il volume inizia a calare, non a calendario. Si può fare d’estate? Sì, ma con protezione solare e senza esposizione diretta nelle 48 ore successive. Se non mi piace? Con l’acido ialuronico si torna indietro. È esattamente il motivo per cui si usa quello.
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Dr. Gian Paolo Baruzzi — medico chirurgo, medicina estetica e longevità.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione medica. Le indicazioni vanno sempre adattate al singolo caso: è il senso di un percorso che parte dalla misurazione e non dalla prescrizione.